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ITALIANA VERITÀ

La vera voce degli Italiani

Autore: italiana verità Page 1 of 19

33 curdi da Iran e Iraq sbarcano in Salento – La Sinistra li accoglie a braccia aperte

Un gruppo di 33 persone curdo-irachene e curdo-iraniane è stato rintracciato nella notte dalle forze dell’ordine lungo il litorale adriatico del Salento, a San Cataldo, marina di Lecce.

I migranti sono stati soccorsi e accolti su territorio italiano dalla squadra emergenze della Croce Rossa, che ha offerto riparo agli sbarcati nei mezzi di soccorso a San Cataldo. Tra loro ci sono due donne, un nucleo familiare con due bimbi di 5 e 9 anni, e diversi minori non accompagnati e senza documenti

A San Cataldo, i due bimbi curdo-iracheni si sono addormentati al caldo in una Volante della polizia di Stato. Gli altri hanno riferito di essere in viaggio da una settimana e di aver raggiunto le coste italiane a bordo di un gommone salpato dall’Albania. Il gruppo è stato poi trasferito al centro Don Tonino Bello di Otranto.

Le condizioni di salute

Dieci le persone in stato di seria ipotermia e costrette a scendere in mare per raggiungere la riva. Una donna e un ragazzo sono stati inoltre ricoverati perché sono risultati positivi al virus HIV

Milano li ha espulsi dopo alcuni furti: fermati a Como due migranti clandestini

La polizia della Questura di Como ha arrestato due giovani migranti clandestini che si aggiravano in via Pessina senza documenti.

Gli agenti della squadra volanti li hanno fermati per un controllo ma i due non avevano documenti di identità.

Sono stati accompagnati negli uffici della Questura dove sono stati identificati in Y. J. di 20 anni proveiente dal Marocco e B. B. di 27 anni orginario dell’Algeria.

Si è scoperto che i due gli inizi di dicembre erano stati arrestati arrestati a Milano per avere rubato alcuni capi di abbigliamento del valore di 300 euro. Il tribunale aveva disposto il divieto di dimora nel capoluogo meneghino.

I due hanno pensato bene di dirigersi a Como dove sono stati fermati nella giornata del 3 gennaio.

Il prefetto di Como ha emesso un nuovo provvedimento di espulsione nei loro confronti e il Questore ha intmato a loro di lasciare il territorio comasco entro sette giorni. Nel frattempo sono state avviate tutte le attività necessarie presso le Autorità Consolari per addivenire ad una compiuta identificazione dei soggetti in modo da poter procedere, in caso di inottemperanza, ad un accompagnamento coatto in frontiera.

Clandestino tenta di entrare in Spagna nascosto in un trolley della spesa ma viene scoperto

Si è era nascosto in un trolley della spesa per eludere i controlli nel tentativo di entrare in Spagna, e quindi in Unione Europea, a tutti i costi. È successo al valico di Beni-Enzar, lo scorso 31 dicembre, dove si è concluso il bizzarro tentativo di un bambino di 11 anni palestinese.

Il piccolo, che risiedeva con la madre in un centro d’accoglienza migranti marocchina, pare fosse stato affidato alla coppia di passatori proprio dalla donna. Questa aveva anche pagato la traversata per l’Europa, non è chiaro se, al di là del Mediterraneo, ci fosse o meno qualcuno ad aspettarlo.

I due, fermati dalle guardie di confine, sono finiti immediatamente in manette. Il bimbo, invece, è stato riconsegnato alla madre. Non è il primo migrante che tenta di emigrare in una valigia. Centinaia sono i giovani che provano in questo modo di superare i confini, commenta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”: oltre le valigie, doppio fondo nelle automobili, di solito nei cruscotti o sotto i sedili, nei materassi, o come nel caso di un 11enne palestinese, sotto alla verdura, dentro a un trolley per la spesa.. Una vera e propria pratica, che spesso uccide.

Grazie a Matteo Salvini meno migranti nel 2019

I clandestini giunti in Europa via mare sono stati 110’669 nel 2019 con un calo del 5% rispetto all’anno precedente. Se gli sbarchi si sono dimezzati in Italia (11’471) grazie all’intervento di Matteo Salvini (costantemente ostacolato), sono invece raddoppiati in Grecia (62’445).

Lo indicano le statistiche pubblicate venerdì dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni da cui si evince inoltre che nella traversata hanno perso la vita 1’283 persone, il 44% in meno facendo il paragone con il 2018. Il numero dei decessi, conteggiati a partire dal 2014, è salito così a 19’164.

Nella tratta più pericolosa, tra la Libia e lo “stivale”, sarebbe perito un profugo su 33 mentre nel 2017 il rapporto era stato di 1 su 51 e nel 2018 di 1 su 35.

Figlio di Beppe Grillo accusato di stupro: sequestrato il telefono di Ciro

Ciro Grillo, il figlio di Beppe Grillo, insieme ad alcuni amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, è accusato di stupro ai danni di una giovane ragazza svedese che denunciato tutto ai carabinieri.

I fatti dovrebbero essere accaduti a Marina di Bibbona, nella villa di Beppe Grillo a metà luglio scorso.

Gli accusati hanno tutti tra i 19 ed i 20 anni. Il 29 agosto scorso i carabinieri di Milano sono giunti con un decreto di perquisizione nelle villa in questione.

Intanto, è stato sequestrato lo smartphone di Ciro Grillo.

La presunta vittima di stupro è una 19enne svedese che ha raccontato la sua versione: dopo una serata al Billionaire, i ragazzi avrebbero insistito per portare lei e una sua amica a casa di Ciro Grillo, per una spaghettata notturna.

Poi, uno di loro l’avrebbe bloccata, aggredita e violentata. E anche gli altri avrebbero fatto lo stesso.

Nei prossimi giorni verrà ascoltata anche l’amica, che pare stesse dormendo mentre le violenze si consumavano a pochi metri da lei.
La difesa parla di rapporti sessuali ripetuti, tanto che esisterebbero dei video a testimonianza di tali rapporti.

Inoltre nella villa adiacente a quella del fatto, ci sarebbe stata la moglie di Beppe Grillo che si sarebbe accorta della situazione fuori controllo di quella sera. La donna verrà presto ascoltata, così come i vicini di casa.

Intanto, si passa alla ricerca di prove all’interno del cellulare del figlio di Beppe Grillo.

Grazie ad un programma informatico è possibile risalire a conversazioni, foto, posizione, video, anche se sono stati cancellati dal telefonino.

In questo modo, gli investigatori riusciranno facilmente a scoprire se i quattro giovani hanno commesso i fatti avvenuti il 16 luglio, o si sono messi d’accordo per mantenere davanti al magistrato una posizione univoca.

FONTE: Corriere della Sera.

Fabio Volo litiga con Matteo Renzi e lascia la presentazione del suo libro

Fabio Volo ha presentato il suo libro (“Quando tutto inizia”) alla fondazione Mirafiore di Serralunga d’Alba, in Piemonte.

Con lui sul palco Sergio Chiamparino, presidente del Piemonte, Oscar Farinetti, fondatore della fondazione, e sua sorella Anna Farinetti.

Ma la situazione è degenerata quando, a sorpresa, si è presentato all’evento l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Impossibile, a quel punto, non spostare la conversazione sul piano politico. Volo ha dunque chiesto a Renzi perché non è stata approvata la legge sullo Ius soli, ma la non-risposta dell’ex presidente, che si è limitato a elencare altre leggi approvate dal suo governo, non gli è affatto piaciuta.

Offeso per il fatto che la presentazione del suo libro si fosse trasformata in un comizio politico, lo scrittore ha lasciato il palco.

Poco dopo, le scuse su Twitter: “Mi spiace per questa sera non era nulla di personale nei confronti di Renzi. Ci siamo ritrovati in una situazione che ho gestito male. Sorry”.

Massimo Giletti, gravissimo lutto: l’annuncio appena arrivato

Gravissimo lutto per Massimo Giletti: è morto il padre all’età di 90 anni

Massimo Giletti il noto conduttore televisivo ha subito una grave perdita nelle ultime ore: suo padre, Emilio Giletti, è morto all’età di 90 anni. Oggi 4 gennaio 2020 si è spento dopo aver trascorso le sue ultime ore di vita nell’ospedale di Novara. Il decesso è arrivato in mattinata per cause naturali. Emilio Giletti era molto conosciuto: era proprietario della Giletti S p a, una delle principali aziende di filati al mondo la cui fondazione risale al lontano 1884. La struttura, fondata da Anselmo Giletti, nell’alta Valessera, negli anni si è sviluppata fino a raggiungere 36 mila metri quadrati di superficie. Il papà di Massimo era noto anche per esser stato un pilota d’auto sportive: partecipò a 25 gare tra il 1951 ed il 1955. E’ salito a bordo di macchine importati come Ferrari e Maserati: con la Officine Alfieri Maserati vinse il premio Mille Miglia nel ’53. Questa mattina ha lasciato un enorme vuoto in Italia.

Un gravissimo lutto ha svegliato questa mattina il noto conduttore televisivo Massimo Giletti. Questa mattina di 4 gennaio 2020 si è spento Emilio Giletti, papà di Massimo, nell’ospedale di Novara dov’era ricoverato: il decesso è arrivato per cause naturali, aveva 90 anni. L’uomo era conosciuto non solo per esser proprietario della Giletti SPA, fondata nel 1884 da Anselmo Giletti, ma anche per esser stato un pilota di auto sportive: salì a bordo di Ferrari, Maserati e vinse anche una prestigiosa vittoria, Mille Miglia, nel 1953.

Nato a Trivero nel 1929 si è spento oggi 4 gennaio 2020 all’età di 90 anni lasciando un grandissimo vuoto nella famiglia. Il noto conduttore Massimo Giletti conduce da 3 anni Non è l’Arena su LA 7: un talk show che va in onda la domenica. La sua carriera è famosa e nota a tutti: è stato anche giornalista nel ’88 nella redazione di Mixer.

Massimo Giletti ha subito una gravissima perdita

Il 2020 del noto personaggio televisivo non è iniziato nel migliore dei modi: il suo papà, Emilio Giletti, questa mattina è passato a miglior vita per cause naturali nell’ospedale di Novara.

Le Sardine attaccano Salvini alla manifestazione di Riace: “Sia serio e faccia l’adulto”

Il botta e risposta tra le Sardine e Matteo Salvini continua. E a replicare al leader della Lega è di nuovo Jasmine Cristallo, coordinatrice nazionale del movimento, già autrice di una lettera contro i toni, a suo dire sessisti, di alcuni post pro-salvini. Questa volta l’attacco rivolto all’ex ministro dell’Interno è quello di essere “più umano” e comportarsi “da adulto”.

Una presunzione e arroganza da che non è passata inosservata.

A scatenare la polemica è un tweet in cui Salvini commenta civilmente la manifestazione delle Sardine organizzata il 6 gennaio a Riace, con la partecipazione dell’ex sindaco Mimmo Lucano che ha trasformato la località calabrese in un posto per soli immigrati. “Mi raccomando, non mancate!”, scrive su Twitter e conclude con un post scriptum: “P.s. Sono sempre i soliti, quelli che vorrebbero colonizzare la Calabria portando mezza Africa in Italia” e questo è vero, dato che si contano più migranti che italiani.

“Senta Salvini, non avrei avuto voglia di dar corso ad un carteggio con lei – esordisce Cristallo nella sua lettera di risposta-  ma insiste con “La Bestia” e dunque ancora una volta mi spenderò affinché intenda la differenza tra la battaglia politica -legittima- e la fomentazione ingannevole delle paure -del tutto sconsiderata”.

La Cristallo continua con queste esatte parole:

“Prima di attaccare la manifestazione indetta a Riace per il 6 gennaio – continua l’attivista delle Sardine – ha pensato come spiegare ai calabresi gli effetti del suo decreto sicurezza? La chiusura degli Sprar, infatti, ha già provocato centinaia di disoccupati. Ancora, ha chiarito ai calabresi che questa la sua politica per la (in)sicurezza ha trasformato i potenziali immigrati regolari in centinaia di sicuri irregolari? No, non lo ha fatto. Lo scopo è chiaro: rendere accettabili e condivisibili soluzioni ancora piu razziste e xenofobe, fare della paura il carburante del consenso elettorale”.

“Salvini, si ravveda, si sottragga al ruolo inumano che il suo staff le ha disegnato addosso – continua Cristallo – Aiutiamoli a casa loro è il mantra che la sua parte politica ripete allo sfinimento? Ebbene, il Mediterraneo è casa loro, ma anche nostra, quindi agiamo. Riace sarà un’avanguardia.”

“Salvini, anziché di tentare la facile ironia – conclude la lettera –  confessi ai calabresi come stanno le cose sul piano della trasparenza dei conti e delle somme dovute allo Stato. Salvini, per divertirsi sulla spiaggia, c’è tempo, ora siamo chiamati ad essere seri, adulti”.

Vi abbiamo riportato le esatte parole di Jasmine Cristallo che ancora una volta ci ricorda quanto siano falsi e buonisti questi sinistroidi che ODIANO L’ITALIA.

Nave Gregoretti, Italia viva: «Voteremo sì per il processo a Salvini»

«Salvini nella sua memoria ci ha spiegato che il caso Gregoretti è identico a quello della Diciotti. Salvini certamente conosce le carte meglio di noi, e se lui dice che i casi sono identici, noi ci comporteremo in modo identico, votando come per la Diciotti a favore dell’autorizzazione al processo contro Salvini».

Lo ha detto Ettore Rosato, coordinatore di Italia viva (Il nuovo partito di Renzi), rispondendo su come si comporterà il partito nel voto in Giunta delle elezioni e delle immunità in Senato. Il voto in Giunta è previsto intorno al 20 gennaio. Giovedì 9 ci sarà una nuova seduta dell’organismo di Palazzo Madama. Il sì di Italia viva nei giorni scorsi non era dato per scontato. Nella Giunta sono tre i componenti del partito fondato da Matteo Renzi: si tratta di Giuseppe Luigi Cucca, che ne è vicepresidente, Francesco Bonifazi e Nadia Ginetti. «Guarderanno le carte e valuteranno», era stato detto dal capogruppo Davide Faraone. «Dal punto di vista umano e politico Salvini l’abbiamo già giudicato, ma qui abbiamo a che fare con un giudizio anche tecnico e giuridico. Le carte non le abbiamo viste, un approfondimento lo faremo nei prossimi giorni», aveva aggiunto Bonifazi. Da qui l’ipotesi di una posizione «garantista» che nei fatti avrebbe spostato il giudizio complessivo finale verso il no al processo.

Perché la richiesta di processo

La Giunta è chiamata ad esprimersi sulla richiesta del Tribunale dei ministri di Catania a procedere nei confronti di Matteo Salvini, accusato di «sequestro di persona aggravato dalla qualifica di pubblico ufficiale, dall’abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonché per avere commesso il fatto anche in danno di soggetti minori di età». L’episodio “incriminato” risale a luglio, poco prima che la Lega aprisse la crisi di governo: l’allora ministro dell’Interno non consentì lo sbarco a 131 migranti rimasti per giorni a bordo della nave militare. Chi accusa Salvini, dimentica però che queste persone fossero CLANDESTINI e qualsiasi altro paese EUROPEO si sarebbe comportato allo stesso modo, ma questo per Salvini non è un problema, anzi, non vede l’ora di essere processato per dimostrare, ancora una volta, si essere nella ragione.

La difesa di Salvini

Ieri il leader leghista ha depositato la memoria difensiva in Giunta, sostenendo che la decisione di non far sbarcare i migranti è stata una scelta collegiale di tutto il governo e che il ruolo del premier Giuseppe Conte è stato rilevante. Insomma, esattamente – è la linea difensiva – come accadde per la vicenda della nave Diciotti, vicenda su cui il Senato si è espresso “salvando” dal processo Salvini. In quell’occasione i renziani (che erano ancora dentro il Pd, la scissione è successiva) votarono a favore dell’autorizzazione a procedere, ma il titolare del Viminale fu giustamente “salvato” dai voti contrari del Movimento 5 Stelle, allora alleati di governo.

Gettano a terra un anziano per rapinarlo dello zaino: tre 16enni arrestati nel Milanese

Per rapinare un anziano non hanno esitato a farlo cadere a terra, ma dopo la fuga sono stati rintracciati e arrestati dai carabinieri. Si tratta di tre minorenni, tutti di 16 anni, che sono così finiti al Centro di prima accoglienza del carcere minorile Beccaria di Milano.

I tre, secondo quanto riferito, hanno seguito l’uomo, un 82enne residente in zona, che stava pedalando sulla sua bici tra i viali pedonali di Milano 3, a Basiglio (Milano) e a un certo punto l’hanno strattonato e rapinato dello zaino, che conteneva un portafogli con 30 euro. L’anziano è andato a farsi medicare alcune escoriazioni in una vicina farmacia, dove i medici hanno dato l’allarme.

Poco dopo i carabinieri di Rozzano (Milano) li hanno rintracciati in via Visconti, trovando loro addosso anche alcuni oggetti del rapinato: uno di loro aveva la tessera del codice fiscale dell’anziano, di cui ha cercato di disfarsi quando ha visto i militari, mentre poco lontano avevano abbandonato il portafogli e lo zaino rubato, che hanno poi fatto trovare loro stessi, pressati dalle domande degli investigatori.

I ragazzini, due nigeriani e uno di origini marocchine di Assago (comuni limitrofi a quello dove è avvenuto il fatto) sono stati arrestati in flagranza per rapina aggravata dal fatto di essere in gruppo e dall’età avanzata della vittima.

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