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ITALIANA VERITÀ

La vera voce degli Italiani

Categoria: Politica Page 1 of 2

Grazie a Matteo Salvini meno migranti nel 2019

I clandestini giunti in Europa via mare sono stati 110’669 nel 2019 con un calo del 5% rispetto all’anno precedente. Se gli sbarchi si sono dimezzati in Italia (11’471) grazie all’intervento di Matteo Salvini (costantemente ostacolato), sono invece raddoppiati in Grecia (62’445).

Lo indicano le statistiche pubblicate venerdì dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni da cui si evince inoltre che nella traversata hanno perso la vita 1’283 persone, il 44% in meno facendo il paragone con il 2018. Il numero dei decessi, conteggiati a partire dal 2014, è salito così a 19’164.

Nella tratta più pericolosa, tra la Libia e lo “stivale”, sarebbe perito un profugo su 33 mentre nel 2017 il rapporto era stato di 1 su 51 e nel 2018 di 1 su 35.

Patente albanese valida in Italia

Patente albanese di residente in italia, come convertirla in italiana

La procedura e la documentazione necessaria per ottenere un documento di guida valido anche nel nostro Paese

La patente di guida ottenuta in Albania può essere convertita dal suo possessore per essere utilizzata anche in Italia?

Sì, in base ad un accordo bilaterale che sarò valido fino al 25 dicembre 2020 a quanto previsto dall’articolo 136 del Codice della Strada.

Quindi chi possedeva già una patente albanese prima di arrivare in Italia e acquisita la residenza potrà presentare domanda , ma con alcune avvertenze.

Vediamo quindi i criteri principali:

1) Possono chiedere la conversione senza doversi sottoporre ad esami solo chi, al momento di presentare la domanda, sia residente in Italia da meno di quattro anni. Inoltre è possibile effettuare la conversione di patente albanese solo ai titolari di patente in formato card (come è attualmente la nostra).

La patente di guida albanese, decorso un anno dalla data di residenza in Italia, deve essere convertita (senza dover sostenere esami teorici e pratici fino al anno di residenza). Dopo il quarto anno di residenza soltanto se il richiedente la conversione si sottopone agli esami di revisione di patente.

Conversione delle patenti albanesi rilasciate dal 2017

CONVERSIONE DELLA PATENTE ALBANESE : dall’8 settembre 2019 sarà possibile la conversioni delle patenti albanesi rilasciate con il nuovo modello (quelle dal 24 gennaio 2017 in poi). Grazie all’accordo raggiunto dal Governo Albanese e quello Italiano.

PROT. N° 26741 DEL 3 SETTEMBRE 2019 – ALBANIA.

MODIFICHE DELL’ACCORDO DI RECIPROCITÀ IN MATERIA DI CONVERSIONE DI PATENTI DI GUIDA ED AGGIORNAMENTO DEGLI ALLEGATI TECNICI. IN VIGORE L’08 SETTEMBRE 2019

Il modello TT2112 e bollettino conto corrente

2) La domanda di conversione della patente va presentata su modello denominato TT2112, in distribuzione presso gli Uffici della Motorizzazione o del Ministero dei Trasporti.

3) I versamenti sono pari a 10,20 euro su conto corrente 9001 e di 32 euro su conto corrente 4028 e i bollettini sono in distribuzione presso gli uffici della Motorizzazione Civile o gli Uffici Postali.

I bollettini sul conto corrente postale 9001 pagati presso Uffici Postali e diretti alla richiesta di operazioni presso la Motorizzazione avranno validità soltanto nel mese in cui avviene il pagamento e nei tre mesi successivi. E le attestazioni di pagamento devono essere incollate negli appositi spazi.

Documenti da presentare per la conversione della patente albanese

Questi sono gli altri documenti da allegare alla domanda :

a) Bisogna presentare dichiarazione sostitutiva di certificazione, redatta su un apposito modulo con l’indicazione della data (giorno, mese, anno) e luogo della prima acquisizione della residenza in Italia, specificando il Paese Estero di provenienza e l’attuale residenza.

b) Certificato medico in bollo con una foto e data non anteriore a tre mesi, rilasciato dall’Ufficiale Medico Sanitario (un medico appartenente all’Ufficio della Azienda Sanitaria Locale, un medico militare o un medico FF.SS.) e una fotocopia dello stesso.

c) Due fotografie, di cui una autenticata su fondo chiaro, recenti, identiche, a capo scoperto a meno che la copertura del capo sia imposta da motivi religiosi. Non sono invece accettate fotografie stampate su carta termica quindi realizzate con computer.

L’autentica della foto può essere richiesta: dall’interessato, allo sportello durante l’atto della presentazione della pratica, presso un notaio o in Comune (l’autentica della fotografia deve avvenire sul foglio), dal medico che ha rilasciato il certificato.

d) Patente albanese (straniera) in corso di validità in originale oltre ad una fotocopia completa della stessa.

e) Traduzione integrale della patente di guida che può essere effettuata dal traduttore e confermata con giuramento prestato davanti a un cancelliere giudiziario oppure dal Consolato con firma dei funzionari consolari legalizzata in Prefettura.

E’ necessario il permesso di soggiorno per convertire la patente albanese ?

I cittadini extracomunitari dovranno anche esibire (in originale o in copia autenticata o in copia semplice con dichiarazione sostitutiva di atto notorio di conformità all’originale in proprio possesso) anche il permesso di soggiorno o la carta di soggiorno (più una fotocopia) sia al momento della presentazione della richiesta come al momento del rilascio del provvedimento.

La ricevuta postale che attesta la richiesta di primo rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno è ritenuta valida per tutte le pratiche presentate presso l’Ufficio Motorizzazione dai cittadini extracomunitari. In questo ultimo caso agli atti della pratica dovrà essere allegata, a seconda di primo rilascio o rinnovo: fotocopia del documento di identità più fotocopia della ricevuta attestante la presentazione dell’istanza di primo rilascio del permesso di soggiorno.

Fotocopia del documento di identità più fotocopia della ricevuta attestante la presentazione dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno scaduto con allegata fotocopia di quest’ultimo.

f) Fotocopia del Codice Fiscale.

Chi può presentare la domanda di conversione ?

I soggetti legittimati a presentare la domanda sono il titolare della patente albanese, esibendo un documento di identità in corso di validità, una persona delegata (con documento di identità in corso di validità) munita di delega su carta semplice sottoscritta dal titolare della domanda, più fotocopia del documento di identità del delegante in corso di validità.

La delega deve essere esibita sia al momento della presentazione della domanda sia al momento del ritiro del documento richiesto.

Problematica per le patenti albanesi del 2017

E’ ormai noto a tutti coloro che si sono cimentati nella conversione delle patenti card albanesi a partire da quelle emesse dal 2017 che gli Uffici di motorizzazione italiani non riconoscono in quanto manca un Accordo Italia Albania sul nuovo formato della patente albanese.

Per ovviare al problema nell’aprile 2019 Governo dell’Albania ha nominato del Vice Ministro delle infrastrutture e dell’energia, Artan Shkreli come coordinatore statale per la negoziazione degli Accordi tra Stati bipartisan nell’area del riconoscimento delle patenti di guida per i cittadini albanesi all’estero.

Dall’8 settembre 2019 è finalmente possibile convertire le patenti albanesi in Italia rilasciate dal 2017 in poi.

Accordi bilaterali sulle conversioni delle patenti concluse dall’Albania e la Convenzione di Vienna sulla circolazione

L’Albania ha concluso accordi bilaterali sul riconoscimento reciproco e la conversione delle patenti di guida (che sono attualmente in vigore) con i seguenti Stati:

  • Italia (accordo valido fino al 24.12.20);
  • Macedonia settentrionale (di durata indeterminata);
  • Croazia (valido fino al 22.12.2020);
  • Montenegro (di durata indeterminata);
  • Kosovo (di durata indeterminata).

Inoltre i cittadini albanesi possono recarsi in tutti gli stati che sono parte della Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale del 1968 se in possesso di patenti di guida internazionali valide accompagnata da una patente di guida nazionale albanese valida.

Il modello patente albanese attualmente in vigore

Il modello di patente di guida attualmente rilasciato dall’Albania è il Modello IV.2 / A dal 24.01.2017. E’ valido anche il precedente Modello IV.2 / A rilasciato dal 01 luglio 2005 al 23 gennaio 2017.

Il colore di base è rosa con azzurro. La durata della patente non è inferiore a dieci anni.

Adesso Conte spalanca le porte “Abbiamo bisogno di migranti”

La conferenza stampa di fine anno è anche l’occasione per sancire la svolta sull’immigrazione. E su quei decreti sicurezza che il Conte I aveva approvato con l’accordo di Lega e M5s e che il Conte II ora è determinato a cambiare. Provvedimenti che l’ala sinistra del Pd ha sempre voluto scardinare inserendo l’obiettivo nell’agenda giallorossa. A gennaio, promette il premier, la maggioranza affronterà il nodo delle modifiche, ma riguarderanno solo quanto già segnalato dal Quirinale, assicura. Conte però deve mediare tra le posizioni di Luigi Di Maio, il quale aveva chiarito che «la ratio dei decreti non si tocca», e quelle di una parte del Pd che ne chiede la totale abrogazione. Sul tavolo ci sono le osservazioni critiche trasmesse dal Quirinale, tra cui la «irragionevolezza» delle multe fino a un milione di euro alle ong che violino il decreto sicurezza.

«Uno dei 29 punti programmatici riguarda l’intervento sui decreti sicurezza per recepire le preoccupazioni espresse dal presidente Mattarella. Adesso potremo lavorare e sarà uno dei temi dell’incontro di gennaio», spiega Conte, attento a non sconfessare la linea di Di Maio: «Quei decreti contengono un contenuto normativo molto utile che va preservato. Ribadire una sovranità marittima è sacrosanto così come lo è contrastare l’immigrazione clandestina. Uno Stato sovrano decide chi entra».

Ma il premier rivendica soprattutto il cambio di passo sui migranti, attaccando l’ex ministro dell’Interno Salvini: «Il tema dell’immigrazione è sparito un po’ dai radar. La propaganda può tenere accese le luci dei riflettori su un tema in modo strategico, ma stiamo ottenendo risultati per certi versi anche migliori: abbiamo 98 ricollocati al mese contro gli undici al mese del precedente esecutivo. L’Italia chiuderà il 2019 con meno di 12mila sbarchi. Il 2018 è stato chiuso con circa il doppio». Ma la questione sull’immigrazione è un’altra, per Conte, che ingrana una decisa inversione di marcia rispetto ai tempi del governo con l’alleato leghista. Il punto «vero» è l’integrazione, riflette, lanciando un asse con l’alleato dem, a quello stesso Nicola Zingaretti che aveva già definito il premier un «punto di riferimento per i progressisti». «Il tema vero – spiega il presidente del consiglio – è che se abbiamo delle persone che non vengono minimamente integrate nella comunità nonostante abbiano diritto a rimanere sul territorio e a ottenere l’asilo, è una grande sconfitta. È qui la peggiore insidia cui si espone la comunità nazionale perché possiamo anche continuare a coltivare la propaganda ma lo vediamo tutti che abbiamo bisogno anche dei migranti. I migranti sono quelli che ci aiutano in tante attività che molti nostri concittadini non sono più disponibili a svolgere, non abbiamo sufficienti forze lavoro. Adesso dobbiamo lavorare per processi di integrazione più efficaci».

Quegli stessi processi che erano stati ridimensionati con Salvini al Viminale, riducendo le risorse al comparto accoglienza. Col placet del premier. E ieri la nave Alan Kurdi della ong tedesca Sea Eye con a bordo 32 persone tra cui 10 bambini ha avuto l’ok dal Viminale: sbarcherà a Pozzallo, in provincia di Ragusa.

Scuola diseredata, una vergogna che affossa i giovani del Sud

A dargli torto non sono certo i numeri. Anzi. Le ragioni dell’ormai ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti circa le proprie dimissioni sono proprio nei numeri, e non solo in quelli dei mancati stanziamenti della legge di bilancio.

A voler approfondire, i tre miliardi sperati avrebbero rappresentato l’iniziale correzione del pessimo stato in cui versa l’istruzione nel nostro Paese, ma anche il tentativo di superare quella che per mesi abbiamo definito “la vergogna italiana”, fotografata negli ultimi decenni da Onu, Ocse, Istat, Corte dei Conti, il Miur. Precisamente, la vergogna del Sud Italia: scuole pericolanti, dispersione scolastica, sovraffollamento, precari, fuga dei giovani laureati. Quella che – documenti ufficiali alla mano – dà il senso non solo della grave inadeguatezza della scuola italiana, ma soprattutto della gravissima diseguaglianza tra Nord e Sud Italia che quella inadeguatezza alimenta e sostiene. In questo senso, siamo davanti a una manovra “coerente”: 31,55 miliardi complessivi e 735 milioni per il Sud. Piccoli interventi per molti, ma nessun investimento strutturale.

ONU, OCSE, CORTE DEI CONTI

Lo abbiamo sottolineato più volte: il Comitato Onu sui Diritti dell’Infanzia la definisce «una disuguaglianza su base territoriale», ribadendo sull’Italia le «disparità esistenti tra le Regioni relativamente (…) all’istruzione per tutti i minorenni del Paese».

Le Raccomandazioni dell’Onu rivolte al nostro Stato (la cui verifica scatterà il 4 ottobre 2023) riguardano l’allocazione delle risorse, che deve essere riconsiderata nel suo impatto sui singoli territori. La Corte dei conti, a sua volta, ha sottolineato, nel Rapporto 2019 sulla Finanza pubblica, il dato Ocse riguardante la «sensibile contrazione» della percentuale di spesa pubblica dell’Italia riguardo l’istruzione: 3,9% del Pil a fronte del 5% della media Ocse e del 4,6% della media europea.

SICUREZZA DELLE SCUOLE

Cento milioni di euro è quanto prevede la manovra per il 2020 e il 2021 per il finanziamento degli interventi di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione degli edifici. «Un approccio efficiente e partecipato per l’edilizia scolastica» è invece quanto rivendica Fioramonti nel comunicato delle sue dimissioni. Tempo, evidentemente, non ce n’è stato e al Sud le scuole restano a rischio sicurezza, con meno del 50% degli edifici provvisti di collaudo e l’abitabilità e agibilità igienico-sanitaria solo nel 15% dei casi (al Nord il 63% e il 67%).

DISPERSIONE SCOLASTICA

Di un Sud “vietato ai minori” abbiamo riferito anche in merito all’abbandono precoce degli studi e alla povertà educativa, che è sicuramente fortemente correlata con quella economica.

I dati dell’aprile 2019 provengono direttamente dal Miur: nella scuola secondaria di I grado, per una percentuale di abbandono complessivo dello 0,69%, il Mezzogiorno registra una percentuale dello 0,84%, il Nord scende fino allo 0,47%.

SOVRAFFOLLAMENTO E PRECARI

In evidenza su queste pagine, nei mesi scorsi, anche il rapporto tra docenti e studenti. I dati ministeriali fotografavano un Sud dove ogni insegnante segue 10 studenti in più rispetto ai colleghi del Nord, con evidenti ripercussioni sul diritto allo studio. Per i docenti, sul totale nazionale, il 39 per cento % di quelli a tempo indeterminato sono al Nord, mentre il Sud, con il 28,6%, registra molto più precari.

UNIVERSITA’ E RICERCA

Se alcune associazioni di settore arrivano a definirla “la Caporetto della ricerca”, non prevedendo la manovra «alcuna misura a favore di dottorandi, ricercatori o della ricerca in generale», uno dei nostri approfondimenti aveva stimato (dati Svimez) che i giovani laureati fuggiti al Nord negli ultimi 18 anni costano al Sud 2 miliardi l’anno di mancati investimenti pubblici. E se si includono i giovani emigrati all’estero, la perdita sale a 3 miliardi, con una mobilità giovanile tra i 18 e i 34 anni salita ad oltre il 40%.

A conti fatti, insomma, più che le dimissioni – «irritanti», «condivisibili», «inopportune» o «coerenti» che siano – sono le parole dell’ex ministro a dover preoccupare: «Per la scuola non ci sono mai i soldi». Mai. Non solo oggi, non solo dopo l’approvazione dell’ultima legge di bilancio, non solo con questo governo. Mai. Il “mai” cronico del taglio della spesa pubblica e dei mancati investimenti nel Mezzogiorno. E, dunque, dell’Italia divisa in due da una assurda “spesa storica” che, sotto gli occhi di tutti, continua a impoverire il Sud in modo sistematico, finendo per penalizzare un intero Paese già malridotto. “Mai” è una lettura finalmente storica di quello che l’Italia da sempre (non) riserva all’istruzione e quindi alla sua unica possibilità di futuro. Ma è un “mai” che a pagare direttamente è stato fino a oggi soprattutto il Meridione.

Immigrazione, Conte attacca Salvini: “Insidioso il modo in cui esercita la leadership”

ROMA – “La Lega è una forza politica pienamente legittimata a partecipare al gioco democratico. Quel che più mi ha meravigliato però è il modo in cui Salvini interpreta la sua leadership, che ritengo insidiosa, perchè si ritiene sciolta da vincoli e chiede pieni poteri. In questo modo produce slabbrature istituzionali e veri e propri strappi”. Così il presidente del consiglio Giuseppe Conte alla conferenza stampa di fine anno.

Quello del ruolo della Lega e di Salvini, con cui Conte ha governato fino ad agosto prima della decisione del leader leghista di far cadere il governo gialloverde e la distruzione del rapporto tra i due, è solo uno delle decine di punti affrontate dal premier durante l’incontro con i giornalisti. In un altro punto della conferenza stampa aveva parlato già in precedenza, rivendicando che il suo governo non è solo contro qualcuno: “Il tema non è ‘tutti contro Salvini’. Quando questo governo è nato ho sempre tenuto a recuperare il senso di un progetto politico riformatore da realizzare”.

Conte ha ribadito: “Non sono mai stato favorevole allo schema porto aperto e porto chiuso” e “la politica dell’ immigrazione del ‘Conte uno’ non era quella poi urlata nel dibattito pubblico, per me era una politica di rigore, ma non limitata a dichiarare: porti chiusi”.

Governo, l’appello di Conte ai parlamentari: “No a nuovi gruppi. Restate nelle forze di governo”

E sull’immigrazione: “Avete visto che nel dibattito generale non ci sia più l’immigrazione, è uscita dai radar. Vedete come la propaganda politica spossa agire: stiamo ottenendo risultati senza clamori. Abbiamo migliorato la performance degli sbarchi e dei ricollocati. Questo perché l’accordo di Malta ha raggiunto risultati, per la prima volta abbiamo richiesta congiunta dei ricollocamenti”.

Salvini: “Da Conte solo balle, aumentano sbarchi”

“Conte annuncia modifiche ai Decreti sicurezza, racconta balle vergognose sull’immigrazione e cambia versione sulla Gregoretti. Nel 2019 siamo a 11.439 arrivi, di cui 6.304 da settembre a oggi “grazie” al governo delle poltrone e dei porti aperti. Sulla Gregoretti ammette che Palazzo Chigi aveva avuto un ruolo per ricollocare gli immigrati. Così conferma anche che le trattative con gli altri Paesi c’erano sempre state: altro che novità degli ultimi mesi”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando le parole del premier alla conferenza stampa di fine anno.

SAPETE QUANTI MIGRANTI SONO SBARCATI IN ITALIA NEL 2019? Probabilmente NO!

Ecco i UFFICIALI del Viminale aggiornati al 24 dicembre.

sbarchi migranti 2019 provenienza

I migranti sbarcati in Italia nel 2019 sono stati 11.439, il 50,72% in meno dell’anno scorso grazie al lavoro svolto dall’ex Ministro Matteo Salvini. L’anno scorso sbarcarono ben 23.210 migranti.

Lo rilevano i dati del Viminale aggiornati al 24 dicembre. Distacco che aumenta ancora di più se si guarda al 2017, quando i migranti arrivati via mare furono 118.914, il 90,38% in più rispetto a quest’anno.

Sul fronte delle nazionalità dichiarate al momento dello sbarco, 2.654 – ovvero la maggioranza – proviene dalla Tunisia (23%).

Seguono gli arrivi da Pakistan (1.180, ovvero il 10%), Costa d’Avorio (1.135, il 10%), Algeria (1.005, il 9%) e Iraq (972, il 9% del totale). Di seguito Bangladesh (581, il 5%), Iran (481, il 4%), Sudan (444, il 4%), Guinea (284, il 3%) e Marocco (253, il 2%).

Da altre aree arrivano i rimanenti 2.450 migranti (21%).

I minori stranieri non accompagnati sbarcati nel 2019 sono stati, infine, 1.618 (al 23 dicembre), meno della metà del 2018 (3.536, al 31 dicembre 2018) e quasi dieci volte di meno del 2017 (15.779, al 31 dicembre 2017).

RICORDATEVELO ALLE PROSSIME ELEZIONI!

L’ex Ministro Matteo Salvini ha svolto un lavoro che nessun politico italiano è riuscito a gestire dalla caduta di Saddam Hussein.

Posta foto con dito medio a Salvini mentre dorme. MATTEO SALVINI RISPONDE

Lo scatto che immortala Matteo Salvini seduto in aereo mentre dorme, con una ragazza che si scatta un selfie facendo il dito medio, sta facendo il giro del web su Instagram e Facebook. E questo è un dato di fatto, visto che su chi sia la protagonista della foto qualche dubbio c’è. Già una decina i profili (questi fake) che scimmiottano il nome della sedicente “la_gotica_sweet” per accalappiare like e condivisioni, spacciandosi per qualcun altro. E anche l’ex ministro dell’interno, Matteo Salvini, sembra aver preso la cosa seriamente.

LA RISPOSTA DI MATTEO SALVINI:

«Che bello viaggiare in compagnia di personcine educate! – scrive Salvini sul suo profilo Facebook condividendo la foto incriminata – E poi magari vanno in piazza per combattere odio, violenza e maleducazione». Un chiaro riferimento alle sardine. Si scatenano i social. I follower del leader leghista criticano la ragazza ritratta in foto. C’è chi la accusa di maleducazione, di stupidità, di mancanza di coraggio, di nullità.

Intanto ci sono alcuni siti antibufala che hanno preso a cuore la verifica dello scatto, ma soprattutto il fatto se la presunta autrice del selfie sia proprio una sardina.

Arrivano i primi addii dai 5 Stelle: Il Centrodestra: “Altri lasceranno”

La maggioranza supera senza incidenti, nonostante i 4 voti M5s contrari, la prova del voto al Senato. Il testo della risoluzione giallorossa sul Mes, frutto di una lunga e difficile mediazione, incassa 164 voti favorevoli a palazzo Madama. Numeri che mettono in sicurezza, almeno per oggi e almeno sulla carta, il governo, con i giallorossi che superano l’asticella della maggioranza assoluta (fissata a quota 161).

Certo, arrivano in soccorso alcuni voti ‘esterni’, come quello della senatrice di +Europa Emma Bonino, degli ex grillini come il comandante De Falco e Elena Fattori, e della senatrice a vita Elena Cattaneo. Ma le tensioni sono evidenti ed esplodono sia alla Camera che al Senato, con il M5s nel caos. A Montecitorio in 14 non partecipano al voto, anche se poi fonti del Movimento precisano che le assenze di 12 deputati erano state comunicate e, quindi, giustificate.

A palazzo Madama, dove per tutto il giorno si sono rincorse voci di possibili e imminenti addii per andare con la Lega, in 4 votano contro in dissenso dal gruppo: sono i senatori Paragone, Urraro, Lucidi e Grassi. Ma il primo precisa che non sta per lasciare il Movimento, mentre Lucidi e’ dato ormai per perso, anche se nega di voler confluire nella Lega (“non vado sul carro dei perdenti”, dice). Incertezza sul futuro degli altri due, Grassi e Urraro. Anche se le parole del primo (“Non mi riconosco piu’ nel Movimento”) sembrano lasciar presagire un abbandono. E scoppia la polemica sul “mercato delle vacche”, come lo definisce sui social il pentastellato Primo Di Nicola, uno spettacolo “penoso” e “avvilente” solo per “far cadere il governo”. Dalla Lega frenano, nessun arrivo imminente. Ma si trattera’ solo, spiegano fonti parlamentari, di una questione di tempo: magari in un primo momento i transfughi M5s passeranno al Misto per far ‘decantare’ la situazione e poi approderanno nella Lega. 

Il capo politico M5s, Luigi Di Maio, ostenta tranquillita’ e da Tirana – impegno che lo ha tenuto lontano sia dal voto alla Camera che da quello successivo al Senato – indica nell’ex alleato Matteo Salvini il vero ‘colpevole’ di quanto sta accadendo: pentastellati pronti ad andare con la Lega? “E’ la dimostrazione che da quando Salvini ha capito che il governo va avanti ha deciso di aprire il mercato delle vacche”.

Quindi, Di Maio dice di augurarsi che, qualora dovessero emergere elementi, “le autorita’ giudiziarie possano verificare”. Salvini torna a far risuonare forti le sue sirene: “Per chi e’ coerente e persona per bene le porte della Lega sono aperte”, dice. Intanto il Pd prova a vedere il bicchiere mezzo pieno, nella baraonda che sta attraversando la maggioranza: “A Salvini non e’ riuscita la spallata”, osserva il capogruppo Andrea Marcucci. E il leader dem, Nicola Zingaretti, tiene a sottolineare il ruolo del Pd: “Con il voto di oggi in Parlamento il Pd ha ribadito e sostenuto la netta scelta europeista. Il governo e il premier hanno un mandato forte”.

Anche i 5 stelle guardano al risultato del voto e rivendicano: “La maggioranza ha dimostrato compattezza”, afferma il ministro Federico D’Inca’. Non sono mancati momenti di tensione in Aula, sia a Montecitorio che al Senato. E ha di certo contribuito a surriscaldare il clima l’intervento in Aula di Salvini, che ha accusato i 5 stelle di incoerenza, e apostrofando il premier Giuseppe Conte – con toni irriverenti e da presa in giro – come la “copia sbiadita di Monti”.

A fine giornata il presidente del Consiglio ostenta determinazione: “Procediamo spediti”, quanto accaduto al Senato – o che dovra’ accadere se davvero alcuni M5s lasceranno la maggioranza – “non avra’ ripercussioni sul governo”. Ma superato lo scoglio del Mes, ora maggioranza e esecutivo dovranno affrontare nuove sfide interne, che gia’ hanno messo a dura prova la tenuta: non solo il voto sulla manovra, che ancora procede a rilento al Senato e arrivera’ alla Camera super blindata; ma ci sono da sciogliere anche i nodi sulla prescrizione, sull’Autonomia differenziata, la spada di Damocle degli esuberi dell’ex Ilva, il fronte Alitalia, solo per citarne alcuni.

Intanto, al Senato la maggioranza studia il pallottoliere, mentre le opposizioni si dicono convinte che l’incidente e’ dietro l’angolo: “Altri M5s lasceranno il gruppo”, e’ la convinzione, e i giallorossi “non potranno ancora a lungo contare sui voti dei senatori a vita, Prodi insegna…”, e’ il pronostico che si fa al Senato tra le fila del centrodestra.

Nel frattempo Zingaretti e Di Maio si danno appuntamento con il premier Conte a gennaio quando dovrà essere siglato il nuovo patto per il proseguo della legislatura, con la consapevolezza che se il governo dovesse cadere le urne sarebbero l’orizzonte più probabile. Alle condizioni date, infatti, non si vedono alternative a elezioni anticipate in caso di crisi, nemmeno se si riuscissero a raccogliere le firme necessarie per far svolgere il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari: nemmeno lo svolgimento del referendum a fine primavera sarebbe infatti considerato dal Colle una condizione sufficiente a tenere in vita una legislatura senza un governo stabile. Dai prossimi giorni dunque, già durante l’esame della manovra, si capirà se la maggioranza reggerà con numeri solidi o se ballerà a ogni voto.

Salvini indagato per 35 voli di Stato illegittimi: “Non sanno più come attaccarmi”

Il leader della Lega: «Prendevo aerei di Stato per inaugurare caserme, non per andare in vacanza. Non vedo l’ora di difendermi nei tribunali»

«Leggo che sono inquisito. Ma tutti i miei voli di Stato erano per motivi di Stato, da ministro del’Interno, per inaugurare caserme. Mai fatto voli di Stato per andare in vacanza, quello lo fanno altri». Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, commentando l’inchiesta della Procura di Roma nei suoi confronti. «Non vedo l’ora di andare nei tribunali a difendermi — ha commentato ancora l’ex ministro— .

Sono accusato di tutto, querele, abuso di ufficio, sequestro di persona: l’unica cosa che mi dispiace è che si spendano migliaia e migliaia di euro per indagare su Matteo Salvini e ci sono tanti `ndranghetisti in giro per strada».

Sparisce il balzello sui pagamenti degli immigrati: via l’aliquota dell’1,5% sulle rimesse

Sarà una coincidenza però la tassa sugli immigrati finisce in soffitta, mentre quelle sugli italiani non vanno mai nel dimenticatoio. Un anno fa i gialloverdi, su suggerimento della Lega, avevano introdotto un balzello dell’1,5% sulle rimesse nei Paesi d’origine da parte degli stranieri. Poca roba a livello di gettito, 100 milioni. Ma esemplare. Gli extracomunitari nel 2018 hanno trasferito fuori confine quasi 6 miliardi. E su queste rimesse i controlli, per stessa ammissione della Guardia di Finanza, non sono esaustivi. I movimenti di denaro avvengono attraverso i cosiddetti “money transfer” che non sono banche, e quindi non si sottopongono a rigidi controlli. Il Carroccio, nella precedente legge di bilancio, aveva così cercato di racimolare qualche risorsa da questo giro di denaro discutibile.

Tuttavia, a distanza di un anno, la stretta sui pagamenti degli immigrati è sparita. E con tutta probabilità sarà cancellata la norma. Ci aveva già provato – come ha raccontato ieri il Sole24Ore – un altro esecutivo nel 2011 senza però riuscire nell’ intento. Addirittura il provvedimento morì durante la gestazione della manovra.

Lega e M5S, col loro prelievo, avrebbero graziato gli importi inferiori a 10 euro e le transazione commerciali. Ovviamente. Si voleva un po’ pescare dal mare di nero che alberga nel mondo degli stranieri. Il record di spostamento di risorse finanziarie verso i Paesi di origine spetta nel 2018 ai bengalesi. Con oltre 700 milioni di euro inviati verso la nazione asiatica, il Bangladesh è la terra che ha beneficiato maggiormente delle rimesse provenienti dal nostro Paese. Secondo stime della Fondazione Moressa, in media ogni bengalese ha inviato più di 450 euro al mese verso la terra natale. Seguono, per quantità di rimesse, paesi come Romania, Filippine, Senegal, Pakistan, India, Marocco e Sri Lanka.

Domanda: ma se gli stranieri fanno fatica ad arrivare a fine mese, com’ è possibile che un bengalese riesca a spedire a 450 euro pro capite in patria? Non a caso le associazioni di categoria denunciano la presenza di troppi abusivi, per lo più senegalesi e bengalesi, che praticano concorrenza sleale nei confronti dei commercianti italiani, costretti a onorare ogni singolo tributo.

CONCORRENZA SLEALE – Soprattutto, come mai le norme fiscali riguardanti i contribuenti italici non finiscono mai in soffitta?
L’ Antitrust a febbraio scorso intervenne contro il tributo sugli immigrati, definendolo discriminatorio. Rare volte tuttavia abbiamo assistito a interventi contro balzelli retroattivi. Lo Statuto del contribuente vieta di introdurre imposte applicabili da prima dell’ entrata in vigore della legge. Ma tutti i governi, per far quadrare i conti, agiscono in deroga. È successo 86 volte in 14 anni, ben 23 delle quali nel 2014. Il record negativo è del governo Monti, che con il Salva Italia ha aumentato di 2,2 miliardi l’ addizionale Irpef per il 2011, senza dimenticare gli esodati e l’ introduzione dell’ anticipo Imu e la rivalutazione delle rendite catastali…

Nessuna authority, inoltre, si è fatta sentire nei confronti della lotta al contante che metterà in difficoltà anziani e non solo. Si dà infatti il caso che dall’ anno prossimo non si potranno più ottenere detrazioni o deduzioni fiscali se non pagate con strumenti elettronici, ovvero carte di credito o bonifici. Parliamo di decine di miliardi in ballo.
Silenzio, quando c’è da bastonare gli italiani nessuno può fiatare.

Gli stranieri invece se la godono. Ricordate la tassa sul permesso di soggiorno? Dopo sei anni di dispute, recentemente un giudice di Lecco ha dato ragione a Cgil ed Asgi (Associazione Studi Giuridici sull’ Immigrazione) che si opponevano al tributo.
Adesso lo Stato potrebbe essere costretto a restituire una media di 160 euro a testa a oltre un milione di titolari di permesso di soggiorno. Avete mai visto la Cgil battersi in tribunale contro un’ imposta ingiusta? Anche no, semmai il sindacato chiede la patrimoniale per gli italiani. Così da esentare gli immigrati.

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