Vauro non perde occasione per far parlare di sé e prende di mira ancora una volta Matteo Salvini.

Oggi nella prima pagina de Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una vignetta che rappresenta un affondo al leader della Lega.

Nell’immagine si vede un Salvini risentito che ha in testa un cappello rosso di Babbo Natale e si guarda le spalle. Sulla sua schiena è attaccata con un chiodo una sardina. Sotto la figura del capo leghista c’è la scritta “Buon primo aprile!”. Si tratta di un messaggio enigmatico e forse il vignettista allude all’idea che le sardine lo metteranno in difficoltà a livello politico, mettendolo alle corde. Tra i commenti più rilevanti che si possono leggere, più di qualcuno invita Vauro a cambiare mestiere e gli ricorda che il suo chiodo fisso è Salvini.

Pochi giorni prima, il vignettista aveva riportato sulla sua pagina Facebook un’altra vignetta realizzata per la rivista Left. Il bersaglio è come sempre il leader leghista. L’attacco è arrivato proprio in una giornata, il 21 dicembre, molto importante per il partito fondato da Umberto Bossi. E infatti il titolo è “Al congresso della Lega con il presepe sotto il braccio”. L’immagine rappresenta Giuseppe, Maria, Gesù Bambino, il bue e l’asino. Giuseppe dice: “Madonna che puzza… il bue e l’asinello con l’alitosi?” e Maria gli risponde: “No, l’ascella di Salvini”.

Sempre sabato, Vauro non si è risparmiato e ha trovato modo di dare una stoccata a Giorgia Meloni. Questa volta il vignettista ha fatto riferimento alla vicenda di Roberto Rosso, l’assessore della Regione Piemonte accusato di aver chiesto voti ai clan della ‘ndrangheta in occasione delle ultime elezioni regionali in cui è stato eletto nelle file del centrodestra. Il titolo della vignetta è “Piemonte, ‘ndrangheta. Arrestato assessore Rosso”. Nell’immagine si vede la leader dI Fratelli d’Italia infuriata, che dice “In galera comunista di mer…” ma un signore le fa notare che Rosso è uno del partito. E Meloni risponde: “Oh cazz!”.

Venerdì sera, invece, Vauro si era scagliato contro Babbo Natale definendolo “un ciccione pedofilo vestito di rosso”. Le sue dichirazioni avevano lasciato tutti stupiti e indignati nello studio del giornalista Paolo Del Debbio, conduttore del programma televisivo Dritto e Rovescio.