Una famiglia si è resa protagonista di gravi atti di discrimanzione contro dei ragazzi con la sindrome di Down in una pizzeria in provincia di Vibo Valentia, a Filadelfia. Lo denuncia, tramite un post di Facebook, Francesco Conidi, responsabile del ‘Club dei Ragazzi’, un gruppo nato per accompagnare i giovani nati con trisomia 21 in un percorso di educazione all’autonomia attraverso esperienze di vita quotidiana.

Secondo il racconto condiviso sui social, la famiglia avrebbe protestato per la vicinanza al tavolo dove stavano mangiando una pizza due giovani. “Comprendiamo la loro malattia ma non possiamo cenare accanto a loro“, avrebbe detto uno di loro, rivendicando il fatto che “a Roma certe cose non accadono” .

Poco distante dai due ragazzi, a un altro tavolo, era seduto il genitore di uno di loro, che ha chiesto spiegazioni insieme a un altro accompagnatore. In risposta avrebbero ottenuto solo ulteriori insulti, e la frase “la loro vista ci dà la nausea“. Nausea tale da spingere la famiglia a lasciare il locale subito dopo. “Il comportamento di questa famiglia, incivile e del tutto disumano, ha profondamente offeso i nostri ragazzi e tutta la comunità di Filadelfia, da sempre sensibile e attenta al tema dell’inclusione”, scrive Francesco Conidi.

Il sindaco della città, informato della faccenda, “ha da subito condannato l’atto discriminatorio, rivendicando l’attività di inserimento lavorativo che proprio in questo periodo il comune sta portando avanti nei confronti di alcuni dei nostri ragazzi”.

“C’è da augurarsi che questi siano episodi isolati e destinati all’estinzione, anche se è sconfortante prendere atto che alle soglie del 2020 a una persona possa essere negata la libertà di cenare con gli amici, in tranquillità, senza subire offese di questo tipo, solo perché ha la sindrome di Down!”, conclude il presidente del ‘Club dei Ragazzi’.